Due settimane per ristrutturarla e l’edicola di via Tondi è diventata una piccola sala teatrale molto accogliente.
Dal 27 al 29 marzo l’edicola ha messo in scena repliche ogni 15 minuti per soli 6 spettatori alla volta. Gli spettacoli, interpretati dalla compagnia Teatro Foyer 97 composta da undici attori, si sono tenuti nelle fasce orarie dalle 11.00 alle 12.45 e dalle 18.00 alle 20.45.
Regista e direttore artistico del progetto è Francesco Gravino, che gestisce la compagnia teatrale dal 1997 ed ha ideato questo evento in occasione della Giornata Mondiale del Teatro. Suo scopo è quello di portare il pubblico a teatro e, per avvicinarlo culturalmente, ha pensato di farlo anche fisicamente riducendo la distanza tra attori e spettatori, che siedono a meno di un metro dal palco di questo teatro in miniatura.
L’edicola, abbandonata da oltre sei anni, si trova a San Severo ai piedi del Gargano nel Foggiano; è soltanto una delle tante che sono state chiuse a causa la crisi dell’editoria. Si parla di circa 30.000 esercizi negli ultimi quindici anni.
Gravino ha annotato sul proprio profilo FB questa citazione di Peter Brook: “Posso prendere un qualsiasi spazio vuoto e chiamarlo palcoscenico vuoto. Un uomo attraversa questo spazio vuoto mentre qualcun altro lo guarda, e questo è tutto ciò di cui ho bisogno perché si inizi un atto teatrale”. Ed Eva, una sua follower, gli ha risposto: “È vero, ma sono serviti i tuoi occhi e il tuo genio”.
Quando il Teatro incontra l’edicola!
Una seconda vita è stata donata anche ad altre rivendite di giornali di Roma dal progetto “EDICOLE” de La Città Ideale di Fabio Morgan, realizzato col sostegno del Ministero della Cultura e di Regione Lazio. Nel caso di “Ce l’ho ce l’ho mi manca”, l’edicola ormai chiusa di piazza Testaccio per l’occasione è stata riaperta e si è trasformata in scenografia naturale di un viaggio recitato egregiamente da Matteo Cirillo nel mondo delle edicole, per la regia di Ariele Vincenti, che tramite le sue rappresentazioni teatrali si fa spesso portavoce di denuncia sociale.
Scritto a più mani da Cirillo, Morgan e Vincenti, “Ce l’ho, ce l’ho, mi manca” è uno spettacolo di teatro-narrazione che prende vita all’interno di un’edicola, un simbolo della memoria collettiva che sta lentamente scomparendo. E’ stato prodotto da Progetto Goldstein e realizzato con il patrocinio del Municipio Roma I.

Matteo Cirillo interprete di Ce l’ho mi manca

Pubblico in piazza Testaccio a Roma

Matteo Cirillo e Ariele Vincenti ringraziano il pubblico
