Dal 23 al 25 ottobre le ultime frontiere dell’innovazione, vale a dire robotica, intelligenza artificiale, circular economy, realtà virtuale e gaming vengono raccontate in modo semplice e chiaro. Ecco perché Machespettacolo è voluto andare a curiosare.
Maker Faire Rome è l’evento internazionale, ospitato al Gazometro in Via del Commercio 9-11, in cui fantasia e creatività diventano realtà. Da 13 anni innovatori, ricercatori, imprese, istituzioni e maker si incontrano a Roma per immaginare e costruire il futuro.

Credits: sito Maker Faire Rome
Camminando tra gli stand del padiglione K, uno di quelli riservati alle università, abbiamo avuto modo di conoscere da vicino il braINterface Lab, che opera dal 2010 all’interno del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica (DICII) dell’Università di Roma Tor Vergata, fondato dal prof. Luigi Bianchi (docente di Neural Engineering), attualmente affiancato dalla ricercatrice borsista dott.ssa Lia Alimenti e dal laureando Michele Taranto (i tre sono ritratti insieme nella foto di apertura articolo).

prof. Luigi Bianchi – luigi.bianchi@uniroma2.it
“Il progetto mette in connessione ricerca, tecnologia e applicazioni cliniche per trasformare idee e competenze in nuove soluzioni per la salute digitale“, ci spiega il professor Bianchi. “Una Brain-Computer Interface (BCI), o interfaccia cervello-computer, è un sistema tecnologico che crea un canale di comunicazione diretto tra il cervello e un dispositivo esterno (come un computer o una protesi), bypassando i nervi periferici e i muscoli”.
Il paziente diventa parte attiva del sistema. “Le principali applicazioni riguardano la comunicazione, oltre alla riabilitazione e alle disabilità motorie”, interviene la dottoressa Alimenti. “Si aiutano i pazienti che hanno perso l’uso della parola (per stroke o malattie neurodegenerative) a sintetizzare testo o voce tramite l’attività neurale. Inoltre si consente a persone con paralisi, lesioni del midollo spinale o sclerosi laterale amiotrofica (SLA) di controllare cursori, computer, carrozzine o bracci robotici usando il pensiero.“ Le soluzioni proposte elaborano i dati in tempo reale, adattando ogni esercizio allo stato neurofisiologico dell’utente e rendendo il percorso terapeutico più coinvolgente, misurabile ed efficace.
“Siamo presenti anche in questa edizione di Maker Faire Rome perché crediamo fermamente nel valore del trasferimento tecnologico e nella cooperazione sinergica tra università, strutture cliniche e industria – dichiara Bianchi – Siamo costantemente aperti a collaborazioni con aziende del settore biomedicale, startup ICT, cliniche di riabilitazione e università partner.”
“Ci interessa incontrare persone, competenze e idee per tracciare insieme nuove rotte nell’innovazione e nella salute digitale”, aggiunge il giovane laureando Michele Taranto.

(Immagini di repertorio della precedente edizione)

Spiega Bianchi: “Il sistema rileva l’attività elettrica o metabolica dei neuroni. Un software (spesso integrato con l’intelligenza artificiale) decodifica i segnali e li trasforma in comandi digitali o fisici. Le tipologie principali si distinguono tra non invasive (sfruttano sensori esterni, come l’elettroencefalogramma, poggiati sul cuoio capelluto – es. cuffie con elettrodi, come quella indossata dal prof. Bianchi nella foto di apertura articolo, ndr), invasive o parzialmente invasive (prevedono microelettrodi impiantati chirurgicamente sotto il cranio o direttamente sulla corteccia cerebrale per una risoluzione del segnale molto più alta).

Quando neuroscienza e videogame si incontrano…
Abbiamo assistito ad una delle Demo Neurogames, a cui potevano sottoporsi i visitatori, ed abbiamo constatato come ormai il confine tra pensiero e realtà digitale sia stato superato. E’ infatti realmente possibile far muovere un pupazzetto di un videogioco usando la mente. Al volontario di turno è stata fatta indossare la cuffia con gli elettrodi e gli è stato chiesto di concentrarsi e di pensarsi impegnato in una gara di corsa. Contestualmente sul monitor era possibile vedere – con i dati EEG proiettati in diretta sullo schermo – l’avanzare del pupazzetto, in competizione con gli altri pilotati dal computer in tempo reale (vedi foto). Nella gara live il giocatore è arrivato secondo, battuto dal pc.

Sul finale abbiamo chiesto alla dott.ssa Alimenti di descriverci queste giornate di fiera: “Per noi del brainInterface Lab dell’Università di Roma Tor Vergata questi giorni sono stati un’immersione totale di energia pura. Abbiamo condiviso la nostra passione per le interfacce cervello-computer con centinaia di maker, curiosi, studenti e professionisti. Negli occhi di chi si è seduto con noi per provare i nostri Neurogames abbiamo visto stupore, curiosità e la magia di un’idea che si trasforma in realtà: giocare e controllare la tecnologia usando solo la forza del pensiero. Ma soprattutto, ci avete ricordato perché facciamo quello che facciamo: la ricerca acquista un vero senso solo quando incontra le persone, le domande e i sorrisi di chi la sperimenta”.
L’evento Maker Faire Rome si conclude, ma per il team (Luigi Bianchi, Lia Alimenti e Michele Taranto) il viaggio continua. Nuove sfide, nuove collaborazioni e nuove idee li aspettano in laboratorio!
Margherita De Donato

Il logo dell’evento sotto il Gazometro
VISTI DA VICINO:
Il prof. LUIGI BIANCHI svolge da oltre trent’anni attività di ricerca nell’ambito delle neuroscienze computazionali, dell’elaborazione dei biosignali e delle Interfacce Cervello-Computer (BCI). È autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche internazionali e ha coordinato progetti di ricerca in ambito accademico, clinico e industriale. Con il braINterface Lab offre regolarmente temi di Tesi di Laurea, sia Triennale che Magistrale, e percorsi di Tirocinio per studenti di Ingegneria Informatica, Ingegneria Medica, Informatica, Data Science e Neuroscienze. Gli studenti lavorano su progetti reali, a contatto con tecnologie hardware e software di frontiera, all’interno di un ambiente di ricerca interdisciplinare. Chi ha una proposta di ricerca o vuole esplorare una collaborazione, può scrivere a info@brainterface.com per raccontare il proprio progetto e valutare insieme nuove possibilità di ricerca e sviluppo.
La dott.ssa LIA ALIMENTI è una UX Researcher e consulente specializzata in ricerca per l’ambito della salute digitale, usabilità, accessibilità e Human-Computer Interaction (HCI). Ha conseguito una Laurea Magistrale in “Industria culturale e comunicazione digitale” presso la Sapienza Università di Roma. Ha vinto il premio Aisdet nella categoria Miglior Tesi di laurea. Lavora e collabora nell’ambito della ricerca (ad esempio con la Link Campus University) su temi come la progettazione di sistemi sanitari inclusivi. È attiva in progetti legati all’innovazione tecnologica e alla digital healthcare, tra cui la partecipazione a eventi come la Maker Faire Rome con il braINterface Lab dell’Università di Tor Vergata.

La d.ssa Alimenti ritira il premio Aisdet per la Miglior Tesi di Laurea (Credits: Campus University)
