L’attrice romana protagonista della commedia scritta e diretta da Luca Giacomozzi.
Ho imparato a sognare” è il titolo della pièce che andrà in scena al Teatro Roma dal 26 febbraio all’ 8 marzo. Una commedia brillante e commovente, scritta e diretta da Luca Giacomozzi, in cui si intrecciano le storie di quattro personaggi (interpretati da Attilio Fontana, Claudia Ferri, Emiliano Reggente e Francesca Pausilli) in un’esilarante e toccante esplorazione di sogni, fragilità e legami umani.
Bruno è un infermiere cinquantenne, ingenuo e dal cuore d’oro, con un legame viscerale con sua madre. Ha un nuovo collega, Mirko, precario dal carattere burbero, il quale nasconde un passato di delusioni, ma adesso inaspettatamente ha trovato un’ancora di salvezza in Bruno. Sul lavoro c’è anche Michela, una giovane infermiera di nome Michela, intrappolata in una relazione tossica con l’affascinante ma manipolatrice Asia, che è proprietaria di un locale sull’orlo del fallimento.
Tra battute fulminanti, malintesi e momenti di intensa umanità, i quattro si scontrano, si feriscono, si sorreggono, scoprendo che a volte il coraggio di sognare nasce proprio da ciò che ci ha spezzati. Un inno alla resilienza, all’amore e all’amicizia.
Una storia che fa ridere, emoziona e ricorda quanto sia vitale non smettere mai di credere nei propri sogni.
Per informazioni: Tel. 06.78.50.626 – WhatsApp 324.54.98.051 – info@ilteatroroma.it www.ilteatroroma.it
TEATRO ROMA
dal 26 febbraio all’8 marzo
ORARIO SPETTACOLI:
giovedì ore 21.00
venerdì ore 21.00
sabato ore 17.00 e 21.00
domenica ore 17.30
Prezzo biglietto: Intero € 27,00 (comprensivo di prevendita)

Francesca Pausilli è Michela, una giovane infermiera dal cuore grande e sincero. Nonostante le sue insicurezze e le difficoltà della vita, continua a credere nell’amore e soprattutto nei sogni.
Francesca, a proposito di sogni, quali sono quelli che hai già realizzato e quelli che hai ancora nel cassetto?
Fortunatamente ho già realizzato tanti miei sogni, ma ne ho ancora tantissimi nel cassetto. Tra i primi c’è sicuramente il fatto di essere riuscita a far diventare una professione quella che è la mia più grande passione: recitare. Se mi guardo indietro, il fatto di non aver demorso in tante situazioni e di aver continuato pur non essendo figlia d’arte, è per me una grande soddisfazione, perché non è da tutti poter fare il lavoro che piace, anche grazie ad un pizzico di fortuna, che serve sempre. Sono completamente grata alla vita perché tutt’ora mi regala stagioni teatrali ricche, ma se devo pensare ad un sogno nel cassetto ancora da realizzare, non vedo l’ora che arrivi un’opportunità nel mondo cinematografico. Ecco, quello che mi manca e a cui ambisco è partecipare a qualche progetto cinematografico, per mettermi in gioco con un altro registro completamente differente da quello del teatro e che dà emozioni totalmente diverse. Non c’è una cosa più bella ed una meno bella, quindi sarebbe interessante provare entrambe le esperienze, sul palco e sul set.
Cosa rappresenta per te la recitazione?
La recitazione mi permette di spaziare; è un ambito in cui riesco ad uscire fuori da me stessa. Mi piace essere tantissime persone diverse attraverso i vari personaggi che interpreto, ognuno dei quali mi arricchisce con le proprie emozioni, che magari io non ho mai provato. Mi diverte tantissimo fare qualcuno che ha quasi nulla che mi appartiene. L’immedesimazione, l’empatia stimolano tantissime cose. Non penso che avrei potuto fare un mestiere diverso da quello dell’attrice e, ad oggi, mi sento proprio nel posto giusto, sempre pronta a nuove sfide.…che poi è uno dei motivi principali per cui amo fare il mio lavoro.
Parlaci del ruolo che ricopri in questa commedia di Luca Giacomozzi.
Michela è un personaggio completamente lontano da me, a cui mi sono già affezionata tantissimo. È una ragazza che vede sempre il lato positivo delle cose, non è mai maliziosa, né rancorosa e non usa mai il sarcasmo, cosa che invece io adoro. Anche nelle battute che fa, quelle che possono sembrare delle offese, in realtà non c’è nessuna intenzione dietro, quindi fa le classiche gaffe di una ragazza ingenua, che non vuole offendere nessuno. Ecco, questa sua leggerezza e questa sua bontà, perché è un personaggio dal cuore grande e sincero ma anche dalle grandi fragilità, mi sta proprio smuovendo e stimolando.
Ovviamente durante lo spettacolo ci saranno dei colpi di scena, per cui Michela riuscirà a dimostrare anche una certa combattività, che ha sempre tenuto a bada…ma non spoilero niente.
Avevi già lavorato con il regista Giacomozzi e con qualcuno dei tuoi colleghi di palco?
Ho il piacere di lavorare con Luca Giacomozzi dal 2014 e posso dire di essere cresciuta artisticamente insieme a lui, perché, oltre ad essere diventato un amico fraterno, mi ha coinvolto in numerosi suoi spettacoli (tra i quali “Ti scoccia se ti chiamo amore?” e Tandem). Lo reputo uno degli autori contemporanei più eclettici e talentuosi del panorama teatrale italiano, senza esagerazioni. Ha scritto una miriade di commedie (ad esempio, “Quando la coppia scoppia”, “Tutti a bordo”, “Non è come sembra”, “Ora”, “State bene così” ), ma riesce sempre a trovare intrecci diversi, senza cadere mai nella comicità fine a se stessa; in alcuni casi segue anche la regia dei suoi testi (proprio come nel caso di Ho imparato a sognare). È uno dei pochi registi con cui collaboro che in ogni nuovo progetto alza l’asticella con me, perché sa che può smuovere qualcosa di diverso, quindi mi leva dalla comfort zone del personaggio per cui vengo più spesso chiamata e mi permette di confrontarmi con personaggi sempre diversi.
I tuoi progetti per il futuro?
Dal 9 al 12 Aprile calcherò il palco del Teatro Ghione con Indovina chi viene a cena, una nuova commedia esilarante di Marco Zadra, “politicamente scorretto” in maniera sublime, ben fatta e ben strutturata, mai esagerata, perché su questo Marco è un grande signore del palco e di penna, che sa bene dove può spingersi e quanto spingersi, su cosa fare leva e cosa può far divertire veramente, mai una risata fine a se stessa. Stiamo già provando ed andremo in scena con doppia replica sia il sabato sia la domenica. Per quel che mi riguarda sto già entrando nel mio personaggio, anche questo esilarante e divertente; si tratta di una signora vedova, che piange costantemente perché non riesce a superare il trauma del lutto del marito, nonostante sia avvenuto anni e anni prima. Poi ci sarà la stagione estiva con tante bellissime novità, ma ancora non le posso dire.
Margherita De Donato

